Il festival

"La realtà si impone con una forza che va aldilà del pensiero."
Gianfranco Rosi

Il cinema è cambiato. Oggi, dopo un lungo percorso e grazie al lavoro di sperimentazione e di sensibilizzazione culturale di importanti registi – primo tra tutti il pluripremiato Gianfranco Rosi che con il suo Fuocoammare rappresenterà l’Italia agli Oscar – il cinema documentario ha allargato i propri confini conquistando un ruolo di primo piano sia ai festival che con il pubblico, dimostrando che oggi la voglia di raccontare, ascoltare e riflettere sul reale è forte e viva. Un cambiamento che accompagna e a volte anticipa quello della società, con un cinema che non è più solo di intrattenimento ma diventa protagonista del dibattito politico, sociale e culturale del Paese. Un lungo percorso che il Modena ViaEmiliaDocFest ha anticipato e accompagnato in questi sette anni, confermandosi come punto di riferimento del cinema del reale, una definizione più attuale che è anche un superamento dell’idea di documentario come di un cinema minore, sul territorio regionale e non solo. Questa sarà un’edizione ricca di novità e il segnale più importante è il cambio di sede, con lo spostamento nelle due storiche sale del centro di Modena: il Cinema Astra e la Sala Truffaut. Non cambia invece la struttura del festival, con anteprime nazionali e regionali che in gran parte verranno riprese da “L’Italia che non si vede”, la rassegna itinerante del cinema del reale curata da Ucca e, più in generale, a film sulla realtà sociale contemporanea e sulla Storia del nostro paese con un occhio di riguardo al meglio di ciò che si produce in questa regione. In questi anni sono venuti a Modena filmmaker all’avanguardia nell’operare ai confini tra documentario e fiction come Daniele Gaglianone, Felice Farina e Pietro Marcello e abbiamo dedicato lo scorso anno una retrospettiva a Claudio Caligari. Siamo lieti quindi di proseguire questa “tradizione” con l’omaggio a Claudio Giovannesi, un altro autore che è cresciuto nutrendosi di cinema del reale e che è arrivato poi al successo in questa stagione con Fiore, un film che non ha paura di affrontare il tema dei giovani e della loro affettività in carcere, utilizzando attori non professionisti, e che è anche uno dei lungometraggi protagonisti della rassegna dedicata al carcere, tema complesso e profondamente attuale che merita di essere raccontato. Il nostro cinema documentario è in piena esplosione, come racconta il caso Fuocoammare e come dimostra splendidamente Liberami di Federica di Giacomo, un’opera che sfugge a definizioni critiche semplificate, diretta da una giovane autrice che ha vinto Orizzonti a Venezia, e che inaugura un festival che unisce alle proiezioni anche incontri con i registi, convegni e dibattiti per diventare il luogo – fisico e astratto – dove il cinema del reale mette radici e cresce.

DIREZIONE ARTISTICA

Fabrizio Grosoli, Roberto Roversi

HANNO COLLABORATO ALL’IDEAZIONE E ORGANIZZAZIONE:

Greta Barbolini, Cecilia Bombarda, Massimo Bondioli, Stefano Cattini, Livio Dagrezio, Valentina Damiani, Anna Ferri, Valerio Frattini, Leonardo Gandini, Vittorio Iervese, Anna Lisa Lamazzi, Serena Lenzotti, Nicola Nannavecchia, Enza Negroni, Davide Papazzoni, David Parmeggiani, Luca Pascale, Mirco Pedretti, Simone Pinchiorri, Cristiano Regina, Giulia Ricci, Alice Setti.

ILLUSTRAZIONE

Alessandro Baronciani