Il festival

"La realtà si impone con una forza che va aldilà del pensiero."
Gianfranco Rosi

Nel 2016 in Italia sono stati prodotti 279 film (fonte Filmitalia.it) e di questi ben 145 sono documentari. Il successo di “Fuocoammare” è quindi solo la punta dell’iceberg di un movimento che sta conquistando ampi spazi nel mondo cinematografico: da una parte registi affermati che si avvicinano al documentario quale strumento diverso per la narrazione di storie, dall’altra i giovani filmamkers trovano nel documentario un luogo più accessibile per avvicinarsi al cinema. Una produzione che oramai travalica i confini delle nicchie di settore e si appresta, e tende, ad emergere verso un pubblico più ampio. Contemporaneamente diversi registi (su tutti Pietro Marcello, Massimo D’Anolfi e Martina Parenti) lavorano su linguaggi ibridi, ambivalenti, coniugando in modo singolare fiction e documentario, creando così nuovi stili narrativi di forte impatto emozionale.

Giunto alla ottava edizione, il Modena Viaemili@docfest continua ad esplorare il linguaggio del documentario attraverso un percorso che, incrociando tematiche sociali, ambientali, storiche e biografiche, introduce lo spettatore nel cinema del reale.  Possiamo affermare con un pizzico di orgoglio che il festival sta acquistando sempre più  importanza. Il pubblico è aumentato sensibilmente: segno dell’apprezzamento delle proposte e della nuova sede delle proiezioni, ma attestati di riconoscimento sono arrivati anche da parte dei registi che nelle scorse edizioni hanno presentato le loro opere all’interno del Modena Viaemili@docfest.  Anche quest’anno molti di loro saranno presenti per accompagnare le loro opere e per confrontarsi con il pubblico.  A partire da Andrea Segre, a cui il festival dedica una retrospettiva, con cinque tra i suoi più importanti documentari. Il regista, il cui ultimo film L’ordine delle cose è stato presentato con successo alla 74^ Mostra di Venezia, sarà  a Modena per presentare Ibi, il ritratto di una donna attraverso le immagini da lei stessa girate,  originaria del Benin e  costretta in un limbo dal quale non riesce ad uscire.  Il programma di questa ottava edizione è serrato (diciannove titoli, di cui otto anteprime regionali) con molte opere che andranno poi a costituire il programma della rassegna itinerante, curata da UCCA,  “L’Italia che non si vede”. Oltre alle consolidate collaborazioni con l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Istituto Storico di Modena e Documentaristi Emilia Romagna, la rete di realtà che sostiene il festival si è arricchita con una nuova partnership di prestigio con la Scuola del Documentario di Parma.

Il successo di un festival si valuta certamente attraverso i numeri degli spettatori, ma anche verificando la forza propulsiva nel campo cinematografico del territorio di riferimento e il lavoro svolto negli anni si è concretizzato con l’avvio del corso di alta formazione “Il  documentarista crossmediale al Modena ViaEmiliaDocFest”. Finanziato dalla Regione Emilia Romagna (Rif. 2016-6684RER,1,1 co-finanziata dal FSE PO 2014-2020 RER  con Deliberazione di Giunta Regionale n. 347 del 27/3/2017)  è organizzato da Formodena in collaborazione con UniMoRe, D.E-R, Fondazione Marco Biagi e Arci Modena. I quindici allievi selezionati acquisiranno le competenze per poter diventare loro stessi filmmaker e protagonisti del cinema del reale.

DIREZIONE ARTISTICA

Fabrizio Grosoli, Roberto Roversi

COORDINAMENTO

Massimo Bondioli

HANNO COLLABORATO ALL’IDEAZIONE E ORGANIZZAZIONE:

Serena Agusto, Stefania Babboni, Ilaria Barbieri, Greta Barbolini, Marco Bertozzi, Emerico Bianculli, Rocco Bizzarri, Ilaria Bonettini, Rossana Casolari, Livio Dagrezio, Federica Di Biagio, Alessandro Di Bona, Marianna D’Augello, Valentina Damiani, Angela Di Grucci, Alessandro De Nisi, Roberto Ferrari, Anna Ferri, Filippo Ferro, Marco Folegatti, Valerio Frattini, Leonardo Gandini, Vittorio Iervese, Anna Lisa Lamazzi, Gianluigi Lanza, Serena Lenzotti, Sara Martin, Alessandro Martinelli, Sabrina Milani, Elisa Monzani, Alberto Morsiani, Enza Negroni, Davide Papazzoni, David Parmeggiani Rojo,  Mirco Pedretti, Simone Pinchiorri, Giulia Ricci, Guido Roncarati, Rita Varotti.

ILLUSTRAZIONE

Alessandro Baronciani